LA SOSTENIBILITA’: FORZA E INNOVAZIONE DELLE IMPRESE FEMMINILI

LA SOSTENIBILITA’: FORZA E INNOVAZIONE DELLE IMPRESE FEMMINILI

Al 31 Dicembre 2023, le imprese femminili a Roma e provincia, sono 97.136: dato che fa dell’area metropolitana di Roma la prima provincia italiana per numero di imprese femminili registrate (nel Lazio sono 139.107). Le imprese femminili rappresentano il 21,8% delle imprese totali. Anche il tasso di femminilizzazione delle imprese resta ancora troppo basso: solo il 21,8% delle imprese romane è femminile e non va meglio a livello italiano. Occorre, dunque, uno sforzo ulteriore per favorire una maggiore partecipazione delle donne all’attività d’impresa. Il “Piano di uguaglianza di genere” Istat 2024 – 2026” è strutturato nelle seguenti Aree tematiche:

  1. Conciliazione lavoro-vita privata e cultura aziendale inclusiva;
  2. Parità di genere nella leadership e nei processi decisionali dell’organizzazione;
  3. Parità di genere nei processi di reclutamento di nuove risorse e nell’avanzamento di carriera;
  4. Inclusione della questione di genere all’interno dei programmi di ricerca e formazione
  5. Misure contro la violenza di genere sul luogo di lavoro

La diversità e l’inclusione rappresentano le nuove forme di investimento. Non esiste infatti buona reputazione senza saper comunicare bene il “VIRTUOSO FARE QUOTIDIANO” come lo chiamo io. I programmi di D&I, quando inseriti all’interno del più ampio contesto della ESG, hanno ragioni molto importanti alla loro base. “In primis” gli aspetti reputazionali dell’azienda, le richieste del mercato di riferimento, il commitment degli azionisti o la crescita di consapevolezza organizzativa”. E’ molto importante la creatività nei progetti di Diversity & Inclusion “inventando” proposte innovative ed inizando anche da piccoli passi…L’attenzione di media e investitori sui temi ESG ha contribuito infatti allo sviluppo delle strategie di DE&I ma, sebbene ci siano stati dei progressi negli ultimi anni, c’è ancora molto da fare per portare l’Italia su posizioni competitive per quanto riguarda l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Le aziende italiane scontano soprattutto la mancanza di un approccio olistico al tema: il più delle volte il dibattito sulla DEI si limita esclusivamente al tema dell’equità di genere, che ovviamente è molto importante, ma semplicemente non abbastanza.  (Francesca Giraudo Talent Leader di EY in Italia e Deputy Talent Leader in Europe West). Ci vuole anche attenzione al “PINKWASHING” ovvero la finta attenzione alle politiche di inclusione e sostenibilità.   Non è agevole che si verifichino su tale terreno dinamiche analoghe al Greenwashing che si registra riguardo alla Sostenibilità: non è facile costruire un Diversity washing, e ancor più difficile è costruire vere politiche di Inclusion, in quanto queste o sono reali o cadono immediatamente alla prima verifica. Un esempio di sostenibilità è il PROGETTO  #FUTUROSICURO DI TERZIARIO DONNA CONFCOMMERCIO ROMA, un vero e proprio ESEMPIO DI D&I per combattere la violenza di genere anche grazie alle aziende. #FuturoSicuro consiste in una serie di proposte immediatamente attuabili per il governo e le istituzioni ed una alta formazione per le imprese e liberi professionisti che operano nel sistema. La novità è proprio come la violenza domestica impatta nel mondo del lavoro e perché le imprese dovrebbero occuparsi di violenza domestica. Ecco i motivi principali:

La violenza non è un fatto privato ma un fatto di ordine pubblico. Se una nostra collaboratrice arriva in ufficio con un occhio nero, o vittima di violenza psicologica o economica, se ha un compagno che si reca a minacciarla sul posto di lavoro bisogna saperla ascoltare nel modo giusto, bisognerà fare in modo che non resti sola nel turno di notte magari o altre attenzioni che possano migliorare il benessere e la vita della vittima. E’ cruciale costituire quella famosa “rete” in cui:

  • Per combattere la violenza dobbiamo “farci gli affari degli altri”
  • Il benessere delle risorse umane è strettamente legato alla produttività
  • Assumere una donna vittima di violenza come impresa oltre a svolgere quel ruolo fondamentale di supporto e ricostruzione dell’autostima della donna garantisce anche vantaggi contributivi importanti
  • Gli ESG, le politiche di Diversity & Inclusion, l’AGENDA ONU 2030, l’ILO, la certificazione di genere e non ultimo il nostro ultimo rinnovo contrattuale del contratto collettivo CONFCOMMERCIO hanno inserito ben 3 punti per la lotta contro la violenza che comprende:
  1. giorni di congedo per le vittime di violenza
  2. l’invito a seguire corsi di formazione sulla violenza di genere all’interno delle aziende,
  3. l’istituzione del comitato di parità di genere

Ecco quanti motivi ci sono affinchè le aziende svolgano un ruolo di sentinella fondamentale per questa lotta. E  può esistere parità di genere fino a che muore quasi una donna al giorno?

Solo con politiche di D&I le imprese femminili possono competere e diventare produttrici di PIL nei nostri territori!